Glossario

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Debriefing, Descrittori, Devoluzione, Diagramma di Gaant, DidattizzazioneDigital DivideDisciplina, Disegno sperimentale, EducareEfficaciaEmbodiedEpisodi di Apprendimento SituatoEpistemologiaErgonomia didattica, Ermeneutica, Esperimento, Evaluation, FeedbackFilosofia educativaFinalitàFormareFormazione degli adultiGiudizi in forma discorsivaHabitus.

 

Debriefing

Nei metodi attivi di apprendimento (come il role playing o le diverse forme di outdoor training) e nella didattica esperienziale, indica il momento in cui, completata l'attività, il gruppo in formazione con la guida dell'insegnante/formatore torna riflessivamente su quello che è accaduto per raggiungerne consapevolezza e fissarlo a quadri concettuali espliciti. 

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Devoluzione

Per devoluzione si intende l'accettazione intrinseca da parte degli alunni di impegnarsi in un problema proposto loro dal docente, in quanto tale problema è percepito come proprio per cui si ha interesse a cercare una soluzione (vedi anche cap. 16, par. 2).

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Didattizzazione

Per Michel Develay (1995) è il processo che, insieme all'assiologizzazione, si verifica e dà luogo al fenomeno della trasposizione didattica. Didattizzare, verbo da cui il sostantivo deriva, significa creare situazioni di apprendimento attraverso la scelta di contenuti, di attività, di metodologie e strategie, di materiali, di compiti e di consegne, di criteri di valutazione. Il termine "didattizzazione" è un sinonimo di mediazione, in cui una situazione e degli oggetti (i mediatori didattici, Damiano, 1999) creano un ponte tra lo studente e il sapere.

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Digital divide

Il digital divide, o divario digitale è il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle ICT,che utilizzano il linguaggio digitale e chi ne è escluso,in modo parziale o totale. I motivi di esclusione comprendono diverse variabili: condizioni economiche, livello d'istruzione, qualità delle infrastrutture, differenze di età o di sesso, appartenenza a diversi gruppi etnici, provenienza geografica. Oltre a indicare il divario nell'accesso reale alle tecnologie, la definizione include anche disparità nell'acquisizione di risorse digitali o capacità necessarie a partecipare alla società dell'informazione, disparità quindi nel possesso della competenza digitale. Il divario può essere inteso sia rispetto a un singolo paese sia a livello globale, tra paesi che hanno sviluppo tecnologico diverso. Il problema è stato negli ultimi anni oggetto di particolare attenzione da parte di organismi internazionali come l'ONU, l'UNESCO, l'OCSE  dal momento che coinvolge il diritto per tutti di avere accesso all'informazione e dunque di accedere ad esperienze culturali e formative. Il divario digitale  produce oggi sempre più divario sociale, e ha forti ripercussioni sul benessere anche economico delle persone e di un contesto sociale. Per questo va colmato con adeguati investimenti tecnologici e un'efficace azione formativa.

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Disciplina

Settore scientifico o umanistico organizzato in modo da facilitarne l'insegnamento e l'apprendimento in ambiti didattici. Le denominazioni disciplina e materia vengono comunemente usate in campo universitario e scolastico. Per J. J. Schwab, che si occupa del passaggio dalle discipline "di ricerca" alle discipline "di insegnamento" (1971), in ogni disciplina sono individuabili due strutture interdipendenti: una struttura sostanziale o concettuale, costituita dalle leggi, dai principi, dalle idee base e dalle nozioni propri della disciplina; una struttura sintattica, di cui fanno parte le  procedure metodologiche e i criteri di validazione, gli strumenti utilizzati, il linguaggio specifico della disciplina.

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Educare

Educare significa agire in vista di un cambiamento, prefigurare possibilità di trasformazione sulla base di una situazione (l'esistente) problematica e richiede, per questo, l'ancoraggio costante al contesto e l'apertura necessaria all'utopia (il possibile). L'atto dell'educare, quindi, è un atto axiologicamente, socialmente e politicamente orientato. (vedi Approfondimento)

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Efficacia

Il termine indica il rapporto tra obiettivi perseguiti e risultati. Tanto più i risultati di un'azione corrisponderanno a quanto atteso tanto più l'azione sarà efficace.

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Embodied

Il termine si riferisce all'idea per la quale la conoscenza si sviluppa in un rapporto costante fra la mente del/degli individuo/i, il corpo e l'ambiente.  Per tale motivo, la cognizione è la risultante dell'interazione fra l'organismo, che agisce attraverso azioni dirette verso molteplici scopi, e l'ambiente.

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Episodi di Apprendimento Situato

Un EAS, nel linguaggio di quella che oggi definita didattica digitale o 2.0, è l'attività di produzione multimediale che sta al centro della lezione. In questa logica di intervento didattico, l'insegnante (1) richiama in apertura i concetti su cui intende far lavorare la classe (frame): su questi concetti spesso viene anche assegnato lavoro da svolgere prima della lezione, in domestico (leggere dei materiali, guardare un video, ecc.). Sulla base di questo lavoro preparatorio, (2) viene data alla classe una consegna che consiste in una microattività di produzione mediale (documentare fotograficamente un'osservazione, girare un video, fare una misura, ecc.). La lezione si conclude con (3) la presentazione, l'analisi e la discussione dei prodotti. Attraverso di essa all'insegnante è possibile far produrre alla classe riflessione su quanto accaduto (debriefing) riportandolo al quadro concettuale da cui si era partiti.

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Epistemologia

Dal greco, ἐπιστήμη (scienza, sapere, cognizione) e λóγος (parola, ragione, discorso). Il termine presenta due accezioni fondamentali. Come sinonimo di gnoseologia o di teoria della conoscenza (come nel caso dell'inglese Epistemology) esso si riferisce all'indagine sui metodi e sui fondamenti della conoscenza scientifica. Come sinonimo di filosofia della scienza esso si riferisce all'indagine critica intorno ai contenuti concettuali, alle metodologie e alle implicazioni culturali delle varie scienze. (vedi Approfondimento)

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Ergonomia didattica

Il termine è stato usato da A. Calvani per indicare gli elementi che debbono essere tenuti presente in un positivo rapporto uomo/macchina e per allestire ambienti di apprendimento in cui la tecnologia è usata come risorsa positiva per la costruzione della conoscenza. L'ergonomia è una disciplina di studio che ha come oggetto l'attività umana in relazione alle condizioni ambientali, strumentali e organizzative in cui si svolge, avendo come obiettivo la promozione della salute e del benessere delle persone. Analogamente in campo didattico quando utilizziamo una nuova tecnologia occorre chiedersi a quale condizione il suo uso favorisce un reale processo cognitivo o garantisce processi di apprendimento significativo, come ottimizzare a fini educativi l'interazione con lo strumento tecnologico, come progettare il setting e le condizioni di fruizione affinché si costruisca un ambiente di apprendimento produttivo per la crescita.  E' un settore di ricerca che nasce dall'intersezione dell'ergonomia  e delle tecnologie dell'istruzione e che  vuole  studiare non tanto l'artefatto tecnologico ma le relazioni che esso stabilisce con i  molteplici fattori che caratterizzano i processi di insegnamento/apprendimento, invitando i docenti ad una consapevolezza critica e ad una competenza digitale che eviti  sia opposizioni preconcette sia facili entusiasmi.  Essa pertanto dovrebbe coadiuvare la  progettazione e l'allestimento di ambienti di apprendimento a forte caratterizzazione tecnologica  affinché possano liberare il potenziale degli allievi in termini di espressività, crescita personale  e insieme costruzione  sociale e creativa della conoscenza.

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Eterotopia

Termine introdotto da Foucault per definire lo spazio che costituisce il dispositivo, uno spazio che è contemporaneamente chiuso in sé e in relazione col mondo.

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Evaluation

In lingua inglese ci sono due termini per tradurre il termine italiano di valutazione: evaluation e assessment. Evaluation indica la valutazione del sistema scolastico, sia  a livello di istituto, sia a livello nazionale. L'assessment invece è la valutazione del profitto del singolo studente.

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Feedback

Con il termine “feedback”, in ambito valutativo, si individuano tutte le informazioni fornite allo studente dopo una prestazione o dopo lo svolgimento di un compito allo scopo di informarlo sul livello raggiunto nella performance effettuata, o sulla quantità e qualità degli esiti di apprendimento raggiunti. Il feedback è considerato un fattore chiave nel miglioramento dei risultati di apprendimento, molto più influente della semplice assegnazione di un voto o di un giudizio relativo alla prestazione.  Esso fa da ponte comunicativo tra il valutatore e il soggetto valutato, e molto spesso consente un rapido controllo “intermedio” della correttezza del lavoro in corso, supportato dalla segnalazione di punti di forza e criticità e da consigli per il miglioramento.

 Alcuni ricercatori hanno distinto diverse tipologie di feedback: Narciss (2008) distingue tra feedback esterno (fornito dai pari o dal docente) e feedback interno (proveniente dallo studente stesso), mentre Nelson e Schunn (2009) parlano di feedback di tipo affettivo e cognitivo. Secondo questi autori, i feedback cognitivi riguardano direttamente i contenuti del lavoro e si esplicano attraverso il riassunto, la spiegazione e la specificazione di aspetti specifici relativi al lavoro svolto. I feedback affettivi, invece, cercano di fornire apprezzamenti e di supportare emotivamente il lavoro ricorrendo ad espressioni che rimandano a lodi o incoraggiamenti (ad esempio: “bel lavoro, ben scritto!”), qualche volta rafforzati anche da elementi non verbali, come espressioni del viso, gesti o posture.

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Filosofia educativa

In inglese Teaching Philosophy, è «l'insieme delle convinzioni del docente maturate attraverso i percorsi di studio, di autoformazione, di riflessione sull'esperienza» (Magnoler, 2008, p. 133). Sono vari gli aspetti che possono costituire le convinzioni di un docente e dunque la sua filosofia educativa: le credenze su cosa significa insegnare e apprendere, su come fornire supporto agli studenti nell'apprendimento, sul modo di mantenere la disciplina in classe e di risolvere situazioni problematiche, sulle relazioni da attuare per costruire un buon clima di classe. Fanno parte della filosofia educativa anche i valori che guidano l'insegnante nelle scelte didattiche e dei contenuti e la sua concezione delle discipline di insegnamento. La conoscenza della propria filosofia educativa è fondamentale per la costruzione della propria professionalità insegnante.

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Finalità

Definisce il "perché",  l'aspetto teleologico di un progetto didattico; è «la cornice di senso» (Baldacci, 2004) all'interno della quale si situa l'azione didattica. Se l'obiettivo è, in un'ottica comportamentista, una performance osservabile e verificabile, la finalità, indicando il perché, ovvero il senso per cui si propone una certa attività o si mira a un certo apprendimento, non è mai completamente e oggettivamente verificabile, ma sempre potenzialmente perseguibile e, forse, mai completamente raggiunta. Si può verificare la conoscenza di un dato fatto storico (obiettivo); ma il fine per cui viene scelto questo obiettivo, cioè lo sviluppo, ad esempio, di una cittadinanza critica, troverà espressione in situazioni non solo scolastiche e in tempi sicuramente non brevi.

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Formare

Dal latino fōrmare, la parola rimanda al significato del "dare forma a qualcosa". Riferito a persone e in senso figurativo, formare assume il significato di condurre a maturità di forma o sviluppo mediante una serie di azioni intenzionali (come l'educare e l'istruire) o non intenzionali (come la fruizione dei mass media). Formare qualcuno significa incidere, intenzionalmente o non intenzionalmente, sul suo processo di crescita che, in quanto tale, è globale e costantemente in fieri e caratterizzato da continue rotture e ricostruzioni. (vedere Approfondimento) 

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Formazione degli adulti

La formazione degli adulti iniziative nei più svariati campi dell'esperienza umana ed è rivolta a quei soggetti che ogni comunità sociale definisce convenzionalmente "adulti", distinguendoli da altri (bambini, adolescenti, anziani). I contesti di apprendimento della formazione degli adulti sono non formali e informali. Le esperienze riguardano la formazione strumentale e di base, la formazione dei formatori, la formazione, l'aggiornamento e la riconversione di coloro che svolgono una professione, la formazione nel mondo del lavoro, quella per il tempo libero e la cultura, la formazione specifica a favore di comunità, associazioni ecc.

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Giudizi in forma discorsiva

L'impiego dei giudizi in forma discorsiva per esprimere la valutazione dell'apprendimento risponde all'esigenza di descrivere la situazione dell'alunno per facilitarne la comprensione, (fra docenti, da parte delle famiglie e degli stessi allievi) con l'individuazione di carenze, di punti di forza, in chiave proattiva. Come molta critica docimologica ha mostrato, tuttavia, l'uso di tale forma comunicativa presenta numerose insidie e richiede particolare vigilanza da parte dei valutatori: è frequente, infatti, il ricorso a criteri diversi da un insegnante all'altro, il riferimento a criteri non univoci, evocati in maniera non sistematica, nonché la limitata precisazione dei livelli di profitto o una loro espressione secondo modalità poco chiare e soggettivamente interpretabili. Tra le indicazioni fondamentali da tenere presenti nell'impiego dei giudizi discorsivi, similmente a quanto accade per i profili, vi è l'esigenza di stabilire preventivamente i criteri di lettura della preparazione e della situazione dello studente, secondo modalità coerenti con i traguardi di apprendimento attesi, con chiarezza anche sul piano degli elementi da osservare concretamente; anche in questo caso, vanno precisati livelli di raggiungimento per ciascun criterio in forma chiara, stabile, possibilmente secondo gradi equidistanti.

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Habitus

É un substrato implicito formato da conoscenze, convinzioni, giudizi, valori, che guida nell'interpretazione della realtà, nell'agire e nel relazionarsi al mondo. Funziona come 'matrice di percezione, d'apprezzamento e d'azione' (Bourdieu 1972): sostiene il soggetto nelle pratiche simili grazie ad un transfert analogico degli schemi. È risorsa utile per rispondere in  modo rapido ed efficace in situazioni complesse però simili, tuttavia è un ostacolo al cambiamento e alla riflessione per il fatto che spesso i principi generatori ed organizzatori che sottende, non sono consapevoli quanto a finalità, a scopi e a operazioni necessarie a costituirli. 

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* Provvedimento del Garante per la Privacy dell’8 maggio 2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 dello scorso 3 giugno http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3118884

**vedi: http://ec.europa.eu/justice/data-protection/article-29/documentation/opinion-recommendation/files/2012/wp194_it.pdf#h2-8).