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Indicatori, IndividualizzazioneIntenzionalitàIpotesiIstruireLearning Management System-LMSLinguaggio digitaleMastery learningMediazioneMentoringMetodiMetodo sperimentale, MicroteachingMisconcezioniMisurazione, Modelli, Modelli didattici contest orientedModelli didattici, Moduli, Monitoraggio, Neuroni specchioObiettivoOntologiaOpen SourceOstacolo.

 

Individualizzazione

Rappresenta una modalità di approccio ai processi di insegnamento apprendimento che prevede un'istruzione capace di soddisfare le diverse caratteristiche degli allievi e le loro esigenze individuali differenziando e ristrutturando i percorsi ai quali questi partecipano. Alcuni autori hanno distinto però individualizzazione da personalizzazione. Per individualizzazione si intende la possibilità di raggiungere obbiettivi comuni per un dato gruppo con mediatori differenti e scelti in funzione delle esigenze del soggetto. Per personalizzazione si intende invece la possibilità di costruire un percorso con i relativi obiettivi su misura del singolo studente.

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Intenzionalità

La consapevolezza esplicita delle relazioni che intervengono nel processo di insegnamento-apprendimento per la quale vengono definiti rapporti di causa ed effetto tra le variabili considerate. L'intenzionalità si esprime nell'intento organizzato dell'insegnamento di corrispondere alle esigenze del destinatario, in modo tale da consentirgli di acquisire specifiche conoscenze e competenze.

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Ipotesi

È una dichiarazione condizionale che è logicamente coerente con una teoria e che può essere provata. Consiste in una dichiarazione formale di una previsione o congettura del rapporto che esiste tra le variabili oggetto della ricerca. La sua verifica contempla un insieme di procedure che consente di valutare la significatività statistica dei risultati.

Dal punto di vista didattico, essa rappresenta una possibile spiegazione, seppur provvisoria, dei risultati utile a orientare le attività e a consentire la verifica.

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Istruire

Dal latino instruĕre (preparare, costruire, insegnare), la pratica dell'istruire consiste nel favorire l'apprendimento di nozioni e conoscenze tramite insegnamento teorico-pratico. Definisce il processo a cui è demandato il compito di accompagnare l'educando «nell'acquisizione di conoscenze idonee a consentirgli di inserirsi (di orientarsi ed essere orientato produttivamente) nella vita professionale futura, di dimostrare le competenze proprie di un cittadino capace di scelte autonome e di interprete aperto al confronto con il proprio passato» (Muzi, M.). Indica il processo dell'istruire e riguarda l'insegnante che istruisce l'allievo e l'allievo che si istruisce. (vedere Approfondimento)

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Linguaggio digitale

Il termine digitale proviene dalla parola inglese digit ( cifra o numero) per cui comunemente si intende un codice che serve a rappresentare un' informazione o un dato  in forma numerica sulla base di una codifica binaria, dunque attraverso il bit ( termine che corrisponde alla contrazione dell'inglese binary digit, numero binario).  È digitale  un sistema o dispositivo che sfrutta segnali discreti per rappresentare e riprodurre segnali continui sotto forma di numeri o altri caratteri.(es. un orologio digitale mostra l'ora attraverso numeri, mentre uno analogico attraverso la posizione delle sue lancette).Per digitale si intende l'universo nel quale le informazioni vengono rappresentate da stringhe di 0 e 1, attivo/inattivo, alto/basso, vero/falso.  E' il linguaggio che viene privilegiato nelle strumentazioni elettroniche , diversamente da quelle meccaniche .  Nel campo dell'informatica e dell'elettronica, con digitalizzazione si intende il processo di trasformazione di un'immagine, di un suono, di un documento in un formato digitale, interpretabile da un computer, dove per formato digitale si intende un codice binario in cui tutto è rappresentato da combinazioni di zero od uno, quindi da stati del tipo acceso/spento. La disponibilità di un unico linguaggio ( la codifica digitale) per rappresentare informazioni di molti tipi diversi, associata alla disponibilità di un unico strumento ( computer) per gestire ed elaborare tale informazione ha reso possibile un'espansione quasi illimitata della quantità di informazione disponibile su cui poter lavorare(interattività)e un livello di integrazione fra codici e media totalmente nuovo(multimedialità).

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Learning Management System (LMS)

Un Learning Management System (LMS) è la piattaforma applicativa (o insieme di programmi) che permette l'erogazione dei corsi in modalità e-learning , permettendo di realizzare le finalità e le scelte didattiche previste dal progetto educativo dell'istituzione che propone la formazione. Il learning management system presidia la distribuzione dei corsi on-line, l'iscrizione degli studenti, il tracciamento delle attività on-line. Gli LMS spesso operano in associazione con gli LCMS (learning content management system) che gestiscono direttamente i contenuti, mentre all'LMS resta la gestione degli utenti e l'analisi delle statistiche. La maggior parte dei LMS sono strutturati in maniera tale da facilitare, dovunque e in qualunque momento,  a tutti gli utenti iscritti, l'accesso e la gestione dei contenuti. Normalmente un LMS consente la registrazione degli studenti, la consegna, la frequenza ai corsi e-learning una verifica delle conoscenze. In un sistema LMS più completo si possono anche trovare strumenti quali l'amministrazione di competenza, l'analisi di abilità, la pianificazione delle sequenze di apprendimento, le certificazioni, ecc. Attualmente si sta procedendo ad una loro standardizzazione mediante SCORM. Le più diffuse tra quelle open source sono: Docebo, Dokeos, Moodle, Olat.

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Mastery Learning

Il M.L. è una strategia di progettazione, organizzazione, valutazione dell'insegnamento che, nonostante le origini teoriche non recenti (Carrol, 1963, Bloom 1971; Block 1978), rappresenta ancora oggi, nelle sue linee essenziali, un modello di riferimento per l'operatività didattica, in particolare per quanto riguarda l'attenzione ai ritmi e modi personali di apprendimento degli alunni. Dal modello del M.L. derivano, infatti, alcuni principi che attualmente si considerano comunemente condivisi, almeno in linea teorica. Essi si traducono, essenzialmente, nell'articolazione dei percorsi formativi in unità o blocchi, ciascuno caratterizzato da traguardi di apprendimento o obiettivi da raggiungere, da contenuti, mezzi e modalità di verifica in ingresso, finalizzate al controllo dei prerequisiti di apprendimento e al loro eventuale consolidamento, e da verifiche in uscita, mirate ad individuare  tempestivamente eventuali difficoltà, in modo da calibrare i percorsi didattici rispetto ai bisogni formativi degli studenti. Con il M.L. si afferma, sostanzialmente, il concetto di valutazione formativa, quale dispositivo che consente di migliorare l'efficacia potenziale degli interventi di insegnamento, attraverso un progressivo adattamento in base alle risposte della classe e dei singoli allievi.

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Mediazione

La mediazione didattica consiste nella strutturazione del "campo pedagogico", ovvero nell'insieme degli interventi che l'insegnante mette in atto al fine di «offrire occasioni di tirocinio delle strutture cognitive approntando strutture disciplinari e rappresentandole secondo i codici - prassici, iconici, simbolici - congrui alle fasi evolutive del soggetto in apprendimento» (Damiano, 2004, p. 40). (vedi anche cap. 9, par. 4)

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Mentoring

Forma di relazione one-to-one in cui un professionista esperto affianca un neofita con funzioni di training e di supporto nella fase di inserimento lavorativo. Tipico dell'apprendistato nelle sue forme classiche (il maestro di bottega è mentor del suo praticante), in didattica il mentoring caratterizza la formazione in servizio dei nuovi insegnanti a due livelli: a livello formale, nel cosiddetto "anno di prova", quando un insegnante già in ruolo viene chiamato a prendersi in carico il collega neoassunto; a livello informale, poiché l'apprendimento professionale, per l'intera durata della professione, consiste in larga parte per l'insegnante in quanto i colleghi, soprattutto più anziani ed esperti, di fatto gli insegnano.

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Metodi

Insieme delle operazioni a carattere tecnico che traducono una teoria in attività allo scopo di perseguire determinati risultati di apprendimento, ovvero modificare comportamenti nel senso desiderato. (Vedi Tecnica)

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Metodo sperimentale

Il metodo sperimentale suggerisce un processo per la spiegazione dei fenomeni. Si parte da un'ipotesi che verrà verificata o falsificata utilizzando un "piano sperimentale" dopo che siano stati definite con precisione i differenti tipi di variabili della situazione, chiarificati i criteri di giudizio, effettuata un'attenta analisi dei fatti e del contesto, delle situazioni, dei processi e dei fenomeni interessati.

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Microteaching

Il termine microteaching fu coniato da Kim Romney e Dwight Allen che operavano presso la Stanford University nel 1963. Nasce come pratica formativa per gli insegnanti e come strumento per la ricerca pedagogica. L'obiettivo consiste nel fornire ai docenti elementi per l'analisi delle proprie pratiche didattiche, in modo da avere "la possibilità di acquisire le tecniche e le abilità indispensabili per lo svolgimento migliore possibile della professione" (Allen e Ryan, 1974, p. 29). Per l'analisi delle pratiche si utilizza la sequenza didattica videoregistrata, che viene osservata e analizzata da un gruppo di docenti in formazione con il supporto del supervisore formatore; il protagonista della performance e gli altri osservatori individuano i punti di forza e i limiti dell'intervento didattico per fornire indicazioni di miglioramento.

Misconcezioni

Per misconcezione si intende un concetto espresso da un soggetto o da un gruppo che confligge con quanto ritenuto corretto in un dato periodo storico dalla comunità scientifica. Occorre precisare che molto spesso le misconcezioni derivano da un'analisi errata di una esperienza reale (si parla spesso di conoscenza ingenua) o dal trasferimento ad altro contesto di un'analisi corretta in una specifica e limitata realtà. Molto spesso le misconcezioni non sono proprie di singoli individui, ma in ogni disciplina sono state catalogate una serie di misconcezioni facilmente riscontrabili in molti soggetti, anche non interagenti tra di loro. Per la fisica si veda ad esempio link, per le scienze link, per la matematica link.

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Misurazione

La misurazione (o misura) è l'assegnazione di un intervallo di valori (numerici o ma non solo) ad una particolare proprietà di un oggetto o di un processo. L'attività svolta richiama una funzione numerica che viene definita su certo numero di oggetti e che gode di specifiche proprietà. Essa riguarda l'assegnazione di simboli o numeri a qualcosa in base a un determinato insieme di regole.

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Modelli didattici context oriented

Rientrano nella categoria dei modelli context oriented tutti i modelli contraddistinti dalla centratura dell'agire didattico sull'organizzazione dei contesti e degli ambienti di apprendimento. La loro elaborazione è cominciata a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso, grazie all'incontro di paradigmi diversi e complementari: biologia e complessità, scienze cognitive e neuroscienza (Rivoltella, 2010, 2012), tecnologia ed enattivismo (Rossi, 2011), teorie dell'azione e teorie della professione (Damiano, 2004, 2007a, 2007b). (vedi Approfondimento: Modelli didattici context oriented)

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Modello didattico

Il modello didattico è una struttura concettuale di mediazione fra la teoria e la pratica. Esso promuove una rappresentazione semplificata e parziale della realtà educativa. Non è, perciò, né una copia della realtà, né una teoria: si tratta di un'approssimazione alla teoria costruita per assunzioni semplificanti (mentre la modellizzazione dell'esperienza è il primo passo verso la formalizzazione teorica).

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Neuroni specchio

Particolare categoria di neuroni, collocati nell'uomo nella zona dorsale e ventrale della corteccia parietale e temporale, che hanno la caratteristica di attivarsi (1) se il soggetto compie una determinata azione, (2) se la vede compiere da un altro soggetto, o (3) se si immagina di compierla. La scoperta, che si deve al neurofisiologo Giacomo Rizzolatti e alla sua scuola presso l'Università di Parma, è di grande interesse soprattutto per le sue implicazioni in ambito didattico. Sui meccanismi dei neuroni specchio si costruisce, infatti, l'apprendimento per imitazione; grazie a essi si sono dimostrate le basi corporee anche della concettualizzazione astratta; l'intelligenza emotiva e sociale si possono sviluppare proprio facendo leva sulla relazione strutturale che esiste tra circuito specchio ed empatia; infine, il fatto che dal punto di vista neurologico il nostro cervello di fatto "compia" un'azione anche quando non la svolge effettivamente dischiude nuove interessantissime prospettive per le tecniche di allenamento sportivo e per la riabilitazione.

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Obiettivo

Il termine indica il traguardo che un intervento educativo si propone di raggiungere. Ogni percorso didattico è sempre diretto verso una finalità  e  ha uno specifico obbiettivo da raggiungere. Le caratteristiche dell'obiettivo sono, però, differenti in funzione del modello didattico di riferimento. In un'ottica comportamentista l'obiettivo descrive un comportamento osservabile che si desidera i soggetti raggiungano alla fine del percorso; la sua definizione comporta, quindi, la descrizione analitica delle performance che lo studente è in grado di eseguire al termine di una precisa sequenza di apprendimento, i criteri per la valutazione e le modalità di svolgimento della prova (Mager).

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Ontologia

Nel linguaggio della filosofia, lo studio dell'essere. Nella ricerca didattica è però soprattutto l'appropriazione che del termine viene fatta dall'informatica a interessare. In questo caso si parla di Web Ontology e si intende con questo la descrizione di un dominio (un campo di ricerca, una disciplina, ecc.) attraverso un insieme di concetti opportunamente definiti e delle loro relazioni. Le funzioni che un'ontologia di questo tipo assolve sono diverse: favorisce il processo di definizione univoca dei concetti che costituiscono il lessico di una disciplina; descrive in maniera corretta le relazioni che tra questi concetti intercorrono; consente la ricerca efficace dei lemmi; rigorizza le pratiche di costruzione dei signficati all'interno di una comunità scientifica e professionale.

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Open source

In informatica, open source (termine inglese che significa sorgente aperta) indica un software i cui autori (più precisamente i detentori dei diritti) ne permettono, anzi ne favoriscono il libero studio e l'apporto di modifiche da parte di altri programmatori indipendenti. Questo è realizzato mediante l'applicazione di apposite licenze d'uso. L'open source ha tratto grande beneficio da Internet, perché ha consentito a programmatori geograficamente distanti di coordinarsi e lavorare allo stesso progetto, mettendo in pratica la dimensione sociale e collaborativa della rete nonché l'idea di intercreatività che aveva ispirato il suo fondatore Tim Berners Lee. I software open source attualmente più diffusi sono Firefox, Gimp, oltre ad un gran numero di progetti rivolti non all'utente finale ma ad altri programmatori. Sono inoltre degne di nota le famiglie di sistemi operativi BSD, GNU, Androide ,  Linux i cui autori e fautori hanno contribuito in modo fondamentale alla nascita del movimento. Va segnalato anche la disponibilità di piattaforme ( LMS o CMS) per la gestione on line dei processi di insegnamento/apprendimento, tra queste va ricordata Moodle. La scelta open source ha permesso la costruzione di una comunità  molto attiva,  che sta lavorando a decine di migliaia di progetti,http://it.wikipedia.org/wiki/Open_source - cite_note-1 e che è portatrice di una filosofia per un uso democratico e aperto della rete e per la condivisione della conoscenza.

Il termine è complementare a quello di free software, cioè di software che può essere utilizzato senza alcun pagamento, quindi gratuito. Molti software didattici sono messi a disposizione in modo free e sono molto utili per un contesto scolastico in cui le risorse finanziarie sono meno disponibili. Alla filosofia del movimento open source si ispira il movimento open content (contenuti aperti): in questo caso ad essere liberamente disponibile non è il codice sorgente di un software ma contenuti editoriali quali testi, immagini, video e musica. Wikipedia è un chiaro esempio dei frutti di questo movimento.

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Ostacolo didattico

Per ostacolo all'apprendimento si intende, come sostengono Brousseau, D'Amore,  una difficoltà di natura ontogenetica (che hanno origine nell'allievo), didattica (che hanno origine nelle scelte metodologiche dell'insegnante), epistemologica (che derivano da elementi interni alla disciplina) che lo studente incontra nel processo di costruzione di conoscenza. Altri autori parlano di ostacoli genetici, ontogenetici e epigenetici, inserendo gli ostacoli epistemologici e didattici fra quelli epigenetici. (vedere Approfondimento)

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* Provvedimento del Garante per la Privacy dell’8 maggio 2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 dello scorso 3 giugno http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3118884

**vedi: http://ec.europa.eu/justice/data-protection/article-29/documentation/opinion-recommendation/files/2012/wp194_it.pdf#h2-8).