Glossario

pqr

22
text

Personal Learning Emvirnment (PLE)Pianificazione, PortfolioPost modernitàPratica, Principi della KBPProblem based learningProblem posingProblem solvingProblematizzazioneProcesso formativoProfessionalitàProfiliProgramma di istruzione o ministerialeProgettazioneProgrammazioneProject work, Psicologia culturale, Qualità, Razionalità tecnicaReal basedRegolazioneRepertorioRepositoryRicercaRicerca-azione.

 

Personal Learning Environment (PLE)

Secondo la definizione di Graham Attwell, un Personal Learning Environment è «...uno spazio in cui i soggetti interagiscono e comunicano, e il cui scopo ultimo è l’apprendimento e lo sviluppo di un know-how collettivo. In termini di tecnologie utilizzate, i PLE sono costituiti da un insieme di strumenti debolmente correlati tra loro, che può comprendere anche strumenti del web 2.0, usati per lavorare, apprendere, riflettere e collaborare con gli altri» (Attwell et al., 2008, p.80).

I PLE sono stati in un primo momento presentati come un cambiamento di paradigma rispetto alle strutture didattiche costruite all’interno delle piattaforme utilizzate per la formazione in ambito istituzionale. Mentre Learning Management System, utilizzati per l’erogazione dei corsi formali, venivano criticati perché tendevano a riproporre nell’ambiente virtuale le strutture utilizzate nella normale didattica in presenza, con una rigida suddivisione dei ruoli tra docenti, tutor e studenti, e con una serie di contenuti statici predefiniti dal docente, nei PLE si strutturano percorsi di apprendimento personali e autogestiti, che rischiano a volte di sfociare nell’autoreferenzialità e nella dispersione, ma che possono anche  condurre a percorsi di formazione realmente personalizzati e motivanti.

[Glossario]

 

Pianificazione

Si definisce pianificazione l’insieme ordinato di operazioni e di attività di insegnamento, articolate e scansionate in un piano in modo tale che vengano rispettate determinate procedure che occorre attivare nell’esecuzione di un percorso didattico o di una proposta culturale.

Riferito alla ricerca, indica la specificazione dei passi da seguire che comprendono la definizione del problema, la scelta del tipo di ricerca, la formulazione dell’ipotesi, la scelta degli strumenti idonei per la rilevazione, la precisazione delle operazioni da seguire e la suddivisione dei compiti.

Il termine ha molte analogie con il concetto di Progettazione.

[Glossario]

 

Portfolio

Il portfolio è una raccolta strutturata di lavori eseguiti dal soggetto per documentare un percorso di formazione o di lavoro e può essere accompagnato da riflessioni e commenti dell’autore che descrivono la traiettoria realizzata e le modalità di raccolta. Nasce in ambito economico, dove con la stessa parole si descrive la raccolta di titoli e obbligazioni di un soggetto e nel mondo artistico, dove il portfolio di un pittore o di un fotografo mostra al pubblico i prodotti migliori dell’artista. In ambito professionale il portfolio raccoglie i migliori elaborati di un artigiano da utilizzare per mostrare ad eventuali committenti la propria perizia e le competenze relative ad un certo settore. Dalla fine degli anni settanta, il portfolio entra nel lessico e nella strumentazione didattica come strumento per la valutazione delle competenze e dei processi di costruzione di conoscenza che si sviluppano nei percorsi formativi.

Nella compilazione di un portfolio si possono distinguere una finalità valutativa e una formativa/orientativa. Se si privilegia la funzione valutativa, l’esame del portfolio può fornire indicazioni sui risultati e sul livello acquisito dal soggetto che lo compila, mettendo così in grado il docente di formulare un giudizio più consapevole e supportando una valutazione più autentica. Se invece si pone l’accento sull’aspetto prevalentemente formativo del processo di costruzione del portfolio, si sottolinea il potenziale orientativo e di sviluppo della dimensione riflessiva che le operazioni di raccolta, commento, riflessione sui materiali, possono supportare.

[Glossario]

 

Post modernità

È una categoria interpretativa della società contemporanea che intende valicare la pretesa ingenua di interpretare i fenomeni della realtà attraverso principi unitari e definitivi. Alla postmodernità si accompagnano riflessi negativi (incertezza, precarietà ecc.) e positivi (tolleranza verso la diversità, maggiore disponibilità di informazioni, nuove possibilità di scambio culturale e di comunicazione tra gli individui), anche favoriti dalle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione

[Glossario]

Pratica

La centralità della nozione di Pratica negli studi sulla formazione professionale dell’ultimo trentennio è legata all’opera di E. Wenger (1998) e di D. A. Schön (1987), da un verso, e di Shulman (1987)  e del Teaching Thinking dall’altro. In realtà trova la sua radice nell’opera di J. Dewey. Per Wenger “il concetto di pratica connota il fare, ma non solo il fare in sé e per sé. È il fare in un contesto storico e sociale che dà struttura e significato alla nostra attività. In questo senso, la pratica è sempre pratica sociale”.

Da ciò deriva che la Pratica non è considerata in antitesi a teoria, è un ‘fare’ non è considerato in astratto, ma in contesti storico-socialmente determinati, ha un nesso fondamentale con la nozione di significato.

[Glossario]

 

Principi del KBC

La Knowledge Building Pedagogy si fonda su un cambiamento di prospettiva nella visione dell’apprendimento. Secondo i due autori di riferimento, Bereiter e Scardamalia, la scuola tende a promuovere processi di apprendimento centrati sul singolo, mentre sarebbe auspicabile che si instaurassero dei percorsi di costruzione di conoscenza finalizzati alla crescita della comunità di cui si fa parte. Questo approccio si sviluppa quando gli studenti si confrontano su problemi autentici e idee reali, innovative, non riprodotte passivamente da fonti consultate.

La classe opera quindi come una Knowledge Building Community (KBC):  non è più un gruppo in cui ciascun elemento cerca di accumulare autonomamente apprendimento, ma una comunità che costruisce conoscenza di valore per i suoi membri.

La Knowledge Building Community propone, come modalità di lavoro, quella che userebbe  un gruppo di ricercatori in un contesto di ricerca scientifica richiamandosi a dodici principi (Scardamalia, 2002; Cacciamani e Giannandrea, 2004):

1. idee reali-problemi autentici;
2. migliorabilità delle idee;
3. diversità delle idee;
4. punti di sintesi superiori;
5. attivazione epistemica;
6. conoscenza della comunità come responsabilità collettiva;
7. democratizzazione della conoscenza;
8. avanzamenti simmetrici della conoscenza;
9. costruzione di conoscenza come processo pervasivo;
10. uso costruttivo di fonti autorevoli; 11. discorso centrato sulla costruzione di conoscenza;
12. valutazione trasformativa distribuita.

[Glossario]

Problem based learning

Il PBL è un metodo basato sull’uso di problemi come punto di partenza per l’acquisizione di nuove conoscenze (Lambros 2002).  L’apprendimento basato sui problemi è un metodo di apprendimento che viene utilizzato in un piccolo gruppo condotto da un tutor che funge da facilitatore e propone problemi realistici, ma incompleti, agli studenti, i quali discutono fra di loro e ricercano al di fuori del gruppo le informazioni necessarie per risolvere il problema affrontato (Lotti 2007).

Lambros A. (2002). Problem-Based Learning in K-8 Classrooms. A Teacher's Guide to Implementation. Thousand Oaks. SAGE.

Lotti A. (a cura di) (2007).  Apprendere per problemi. Bari. Progedit.

[Glossario]

 

Problem posing

Il problem posing consiste nell’individuazione e nella concettualizzazione di un problema attraverso la riflessione su una situazione sfidante in cui l’alunno si trova. Tale metodologia intende sottolineare ed evidenziare le capacità di pensiero critico dell’alunno che deve individuare le informazioni disponibili per analizzare il problema ed, eventualmente, riconoscere le informazioni mancanti per delinearlo efficacemente.

[Glossario]

 

Problem solving

Il problem solving è un’attività scolastica che prevede la presentazione di un problema, solitamente poco strutturato, in modo che gli alunni debbano agire per individuare le informazioni utili e trovare diverse tipologie di soluzioni (Jonassen 2000). I problemi si differenziano secondo il grado di strutturazione, complessità, dinamicità e il livello di specificità/astrazione. Jonassen (2004) presenta una classificazione di problemi: problemi logici/algoritmi, problemi basati su racconti,  problemi sull’uso di regole, decision-making, riparazioni di malfunzionamenti, ricerca di diagnosi, comportamenti strategici, studi di caso, progetti e dilemmi.

Jonassen, D. H. (2000). Toward a design theory of problem solving. Educational technology research and development, 48 (4), 63-85.

Jonassen, D.H. (2004). Learning to solve problems: An instructional design guide. Chichester: John Wiley & Sons.

[Glossario]

 

Problematizzazione

In didattica il termine non ha un significato univoco (Orange, 2005). Sintetizzando, si può parlare di problematizzazione dei saperi scolastici, intendendo quel processo in base al quale i saperi insegnati risultano essere la risposta a delle domande e non delle spiegazioni slegate dal problema che le ha originate (“saperi proposizionali”, Develay, 1995; Astolfi, 2008). Si può intendere la problematizzazione anche come processo di costruzione di “situazioni-problema” (Fabre, 1997; Martini, 2012) in cui l’alunno accetta di impegnarsi nella risoluzione di un compito perché lo sente intrinsecamente motivante. Tali situazioni sono delle sfide cognitive per gli studenti, pur rimanendo entro i limiti della loro zona di sviluppo prossimale.

[Glossario]

 

Processo formativo

Il processo formativo (analisi dei bisogni/progettazione, comunicazione, valutazione) è un modo di interpretare le logiche educative in chiave sistemica, dove l’idea prevalente è l’aggregazione, l’integrazione e la simultanea trasformatività dei fatti, in vista dell’acquisizione di conoscenze e saperi necessari all’individuo per modificare positivamente la realtà nella direzione prefissata, consolidando la propria identità.

[Glossario]

 

Professionalità

In un approccio funzionalista la professionalità è il buon esercizio di una professione e porta dunque con sé una matrice di tipo etico e sociale. Non più essere considerata come diritto sociale di alcuni, si traduce – oggi – nel sapere esperto (spesso tacito ed inglobato nella situazione) del professionista e dunque nella sua capacità di risolvere i problemi nel modo più efficace. Presuppone l’interpretazione da parte del professionista rispetto alla sua professione, la sua formazione continua e il suo impegno in un’efficiente progettazione formativa insieme ad una sovrapposizione fra ideali di vita e di lavoro.

[Glossario]

 

Profili

L’espressione del giudizio per mezzo di profili è consigliata particolarmente nell’esercizio della valutazione formativa, quando sia utile precisare il grado di raggiungimento di un traguardo di apprendimento al fine di indicare possibili vie di miglioramento. In questo caso non interessa tanto operare confronti tra prestazioni diverse, quanto mettere in relazione la preparazione dell’allievo rispetto ad uno o più criteri assunti come qualificanti gli esiti attesi al termine di un percorso didattico. L’impiego corretto di questa modalità di espressione del giudizio richiede, essenzialmente, che siano individuati in maniera chiara e stabile i criteri di lettura della preparazione dell’allievo, sia in termini concettuali sia con esplicito riferimento agli indizi da osservare e che, per ciascun criterio, vengano indicati possibili livelli di raggiungimento, in forma univocamente interpretabile, stabile, secondo principi di equidistanza.

[Glossario]

 

Progettazione

La Progettazione è la fase iniziale di ogni azione. In campo educativo nella progettazione il docente predispone le attività che andrà a compiere e organizza uno storyboard del percorso. Tale storyboard sarà una traccia, una linea guida da seguire nella fase attuativa del processo didattico. Come più volte precisato nel testo, nell'azione didattica sono rpesenti eventi che rendono improbabile la massa in atto meccanica e senza modifiche della progettazione iniziale. Si aprla di regolazione per descrivere quei processi che sono messi in atto per adeguare il progettato al sistema reale, adattamenti che possono produrre cambiamenti anche sostanziali. La necessità della regolazione, però, non rende inutile la progettazione stessa. Si può modificare solo ciò che è stato preordinato e la riflessione del docente può poi valutare i motivi della distanza tra progettato e agito. Durante la progettazione avviene la prima fase della trasposizione didattica, ovvero la scelta dei contenuti e degli obiettivi. Negli anni 80 e 90 del secolo scorso si parlava di Programmazione per riferirsi a tematiche in parte analoghe a Progettazione, termine oggi maggiormente presente e con significati, come detto, in parte differenti.

[Glossario]

 

Programma di istruzione ministeriale

[Glossario]

 

Per Damiano è «un testo dove molte mani definiscono una sorta di contratto tra scuola e società» (Damiano, 2007, p. 184). Esso consiste nella selezione e organizzazione dei saperi disciplinari prodotti dalle comunità scientifiche, in funzione dell’istituzione scolastica, ovvero della strutturazione della scuola e dell’idea di uomo e di cittadino che la società di un dato tempo e luogo ha e vuole perseguire. Il programma di istruzione viene stilato da esperti disciplinari riuniti in commissioni e da funzionari dell’amministrazione. Dal 2007 i programmi ministeriali sono diventati “Indicazioni nazionali per il curricolo”.

[Glossario]

 

Programmazione

Il termine, molto in uso negli anni 70, 80 e 90 del secolo scorso, indica l'attività effettuata dal docente per organizzare le attività da svolgere nell'azione didattica. Molto affine al termine Progettazione, si distingue da esso su un piano storico in quanto fortemente connesso con i modelli didattici prevalenti in quegli anni quali la didattica per obiettivi. In confronto al termine Progettazione sottende sicuramente una relazione più meccanica tra previsto e realizzato e vede in una non corretta Programmazione la causa delle differenze, là dove per la Progettazione la differenza deriva dall'evento. Se per la Programmazione l'insegnante è un artigiano che sa predisporre un canivaccio da realizzare con cura (Razionalità tecnica), per la Progettazione spetta all'insegnante, professionista riflessivo, il compito di regolare in azione.

[Glossario]

 

Project work

Il project work è una metodologia didattica che si ispira al principio generale del learning by doing, apprendere facendo. Il conduttore dell’attività deve fare in maniera che il contesto faciliti l’attività degli studenti coinvolti e che essi possano sviluppare un progetto relativo a contesti reali, indicando obiettivi e possibili soluzioni. Il project work può essere sviluppato individualmente o in gruppo. In ogni caso, i risultati vanno discussi e analizzati per verificarne la validità e la fattibilità.

[Glossario]

 

Razionalità tecnica

Secondo R. Shon il modello della “razionalità tecnica” delinea un paradigma di pratica professionale rigorosamente fondata su un modello applicativo, ai contesti operativi, di forme di sapere costruite sulla base di protocolli di ricerca standardizzati, ai quali i diversi casi e le diverse situazioni dovevano in qualche modo poter corrispondere per essere gestiti in modo efficace.

[Glossario]

 

Real based

L’espressione si riferisce alle attività scolastiche imperniate su situazioni prese dalla vita reale e dalle esperienze che gli alunni possono sperimentare. Generalmente, tali attività vengono presentate e fanno parte di situazioni articolate e complesse che richiedono agli alunni di cercare/validare/collegare informazioni, ipotizzare soluzioni creative, testarle e verificarle sul campo.

[Glossario]

 

Regolazione

Per Regolazione si intende l'attività dell'insegnante in azione e consiste nel prendere decisioni in modo rapido in modo da adeguare il previsto al contesto. Nella Regolazione l'insegnate grazie al monitoraggio continuo della situazione didattica e alla valutazione della propria attività e di quella degli studenti, ripensa gli obiettivi, riprogetta le attività, organizza e attua strategie didattiche. (Vedi anche Cap. 8, Cap. 9 e Cap. 16).

[Glossario]

 

Repertorio

La nozione di repertorio è introdotta da Donald A. Schön nel contesto della sua presentazione della razionalità riflessiva in quanto opposta alla razionalità tecnica e in stretto riferimento all’idea di “abilità artistica” intesa come “un esercizio di intelligenza, una sorta di processo conoscitivo”. Si può affermare che si tratta di un concetto strategico per profilare il proprium dei modi di procedere del professionista riflessivo. Per repertorio si intende l’insieme degli “esempi, immagini, comprensioni e azioni” di cui il professionista esperto dispone, avendolo strutturato nel corso della sua esperienza lavorativa, attraversando diverse situazioni problematiche e uniche e avendo identificato sempre nuove soluzioni per esse.

[Glossario]

 

Repository

Archivio o sito web nel quale sono raccolti e conservati dati e informazioni corredati da descrizioni (metadati) che li rendono identificabili dagli utenti. In esso sono contenuti Learning Object: che sono definiti come “ogni entità digitale o non digitale che può essere utilizzata, riutilizzata o indicata come riferimento durante l’apprendimento supportato dalle nuove tecnologie. I learning object possono includere contenuti multimediali, obiettivi di apprendimento, software per la didattica, organizzazioni ed eventi” (Learning Technology Standard Committee). La classificazione avviene in relazione a specifici descrittori (metadata- dati che descrivono i dati contenuti all’interno dell’oggetto). Generalmente essi danno conto delle caratteristiche generali (titolo, lingua, ecc), della storia dell’oggetto (versione, autori,modalità di intervento), delle caratteristiche tecniche (formato, grandezza in byte), delle caratteristiche educative e didattiche (livello di interattività, tipo di testo o di utilizzo), dei diritti sulla proprietà intellettuale (copyright, costo di utilizzo, modalità d’uso). Possono essere presenti anche dei commenti sull’uso educativo e descrizioni in relazione ad un particolare sistema di classificazione (es. disciplina di studio, età dei possibili fruitori). I learning object vengono concepiti come elementi che nascono separati  per essere collocati in appositi archivi e messi a disposizione di altri ( modularità, riutilizzabilità,accessibilità, interoperabilità). L’archiviazione avviene in forma elettronica e automatica attraverso la creazione di repository/database che possono essere interrogati in rete. La ricombinazione dei learning object viene attuata dai calcolatori che in relazione alle necessità formative dell’utente cercano in rete gli oggetti più appropriati e li strutturano. Tali LO sono particolarmente utilizzati nella formazione on line di natura aziendale, per ridurre i costi. In ambito scolastico i repository possono aiutare gli insegnanti a reperire risorse che potranno poi essere utilizzati in classe con le nuove tecnologie, inseriti in percorsi didattici attentamente progettati. In questo senso esso sono un valido aiuto per reperire risorse in rete e per avere riscontro sulla loro qualità e affidabilità.

[Glossario]

 

Ricerca

Si definisce ricerca quello specifico tipo di indagine scientifica che ha l’obiettivo di accrescere la conoscenza in un determinato ambito conoscitivo interno a un dato settore disciplinare.

[Glossario]

 

Ricerca-azione

È un tipo di ricerca applicata che lavora su problemi specifici di educatori e di insegnanti. Con questo tipo di ricerca questi ultimi dovrebbero essere in grado si esaminare le proprie pratiche e di valutare le strategie più opportune per migliorare la propria azione didattica e il rendimento degli studenti. La maggior parte degli studi di ricerca-azione utilizzano disegni di ricerca di tipo descrittivo.

[Glossario]

 

Rumore

Nella teoria matematica dell’informazione indica tutto ciò che si frappone tra emittente e destinatario di una comunicazione e compromette la codifica e la ricezione del messaggio. Nel caso della comunicazione didattica, evidentemente, non si può pensare a perdita di potenza del segnale o una sua distorsione dovuta a delle interferenze. In questo caso, il rumore è in primo luogo legato alle condizioni di silenzio e di attenzione dell’aula durante lo svolgimento di un’attività didattica (rumore sintattico). È tuttavia esperienza classica dell’insegnante che, anche in condizioni di silenzio e apparente attenzione, gli studenti potrebbero pensare ad altro che li distolga comunque da una corretta ricezione della comunicazione (rumore semantico). Questo significa che, nell’ambito della gestione della classe, non è sufficiente ottenere il silenzio: occorre tenere in considerazione più globalmente le logiche dell’interesse, dell’attenzione e della motivazione.

[Glossario]

 

null
null
2

Editrice La Scuola © Tutti i diritti riservati

Informazione sulla presenza di Cookies*

A-Definizioni
La maggior parte dei siti utilizzano "cookie", vale a dire piccoli file di testo memorizzati sul dispositivo, che permettono di operare sul sito e di raccogliere informazioni riguardanti l'attività online.  Il testo all'interno di un cookie spesso prevede una stringa di numeri e lettere che identificano univocamente il computer dell'utente, ma possono anche contenere altre informazioni.
Per default quasi tutti i browser web sono impostati per accettare automaticamente i cookie.
L’articolo 5, paragrafo 3 della direttiva 2002/58/CE**, come modificato dalla direttiva 2009/136/CE, prevede l’esenzione dei cookie dall’obbligo del consenso informato se soddisfano uno dei criteri seguenti:
Criterio A: il cookie è utilizzato “al solo fine di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica”.
Criterio B: il cookie è “strettamente necessari[o] al fornitore di un servizio della società dell’informazione esplicitamente richiesto dall’abbonato o dall’utente a erogare tale servizio”.

I cookie sono spesso classificati in base alle loro caratteristiche:
1) “cookie di sessione” o “cookie persistenti”;
2) “cookie di terzi”.
Un “cookie di sessione” è un cookie che viene cancellato automaticamente alla chiusura del browser, mentre un “cookie persistente” è un cookie che rimane archiviato nell’apparecchiatura terminale dell’utente fino alla scadenza prestabilita (che può corrispondere a minuti, giorni o più anni nel futuro).
I siti La Scuola utilizzano cookies di terze parti legate al solo monitoraggio del traffico e cookie di sessione unicamente per i servizi erogati a docenti e studenti in relazione ai contenuti scolastici per consentire il riconoscimento degli accessi realmente autorizzati.
Per approfondimenti rimandiamo alla citata direttiva CE**.

B-Controlli del browser per bloccare o cancellare i cookie.
La maggior parte dei browser accetta automaticamente i cookie, ma permette di modificare le impostazioni del browser per bloccare i cookie. 
Se si accettano i cookie, è possibile eliminarli successivamente.  Le istruzioni per eliminare i cookie in altri browser sono disponibili in ogni informativa sulla privacy del browser.
Se si cancellano i cookie, le impostazioni e preferenze da questi controllati, comprese le preferenze pubblicitarie, verranno cancellate e potrebbe essere necessario ricrearle.
Controlli del browser per la protezione dal monitoraggio.
Alcuni nuovi browser hanno introdotto la funzionalità DNT. Molte di queste funzionalità, se attivate, inviano un segnale o una preferenza ai siti Web visitati indicando che non si vuole essere tracciati.

C-Controlli per la cancellazione dai messaggi pubblicitari.
Dato che i cookie possono essere utilizzati per diversi motivi, gli utenti che non vogliono ricevere messaggi pubblicitari mirati a livello comportamentale possono scegliere di accettare i cookie, ma di annullarne un particolare utilizzo. Le società pubblicitarie online hanno sviluppato linee guida e programmi per facilitare la protezione della privacy degli utenti, in cui sono incluse pagine Web che possono essere visitate per rifiutare esplicitamente la ricezione di annunci pubblicitari mirati da tutte le società partecipanti. Queste pagine includono:

  1. Assistenza Consumatori Digital Advertising Alliance (DAA): http://www.aboutads.info/choices/
  2. Pagina di cancellazione Network Advertising Initiative (NAI):http://www.networkadvertising.org/managing/opt_out.asp
  3. In Europa, è anche possibile visitare Your Online Choices: http://www.youronlinechoices.com/

D-Controlli di analisi terze parti.
Come descritto di seguito in dettaglio, molti siti Web e servizi online di e altre compagnie, utilizzano servizi di analisi terze parti con cookie e Web beacon per compilare statistiche aggregate relative all'efficacia delle campagne promozionali o ad altre operazioni del sito Web.  È possibile rifiutare la raccolta o l'utilizzo dei dati da parte dei provider di analisi facendo clic sui seguenti collegamenti:

  1. Omniture (Adobe): http://www.d1.sc.omtrdc.net/optout.html
  2. Nielsen: http://www.nielsen-online.com/corp.jsp?section=leg_prs&nav=1#Optoutchoices
  3. Coremetrics: http://www.coremetrics.com/company/privacy.php#optout
  4. Visible Measures: http://corp.visiblemeasures.com/viewer-settings
  5. Google Analytics: http://tools.google.com/dlpage/gaoptout (richiede l'installazione di un componente aggiuntivo del browser).

______________________
* Provvedimento del Garante per la Privacy dell’8 maggio 2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 dello scorso 3 giugno http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3118884

**vedi: http://ec.europa.eu/justice/data-protection/article-29/documentation/opinion-recommendation/files/2012/wp194_it.pdf#h2-8).